Maleficent, la fiaba che non c’è

Maleficent - Una poltrona per tre

La moda delle fiabe imperversa su grandi e piccoli schermi, ormai è un fenomeno diffuso da qualche anno. Lo abbiamo visto con serie come Grimm o Once Upon a Time, con pellicole piuttosto dubbie come Mirror Mirror, Hansel e Gretel cacciatori di streghe e ci fermiamo qua per non scadere nel trash. Va bene, le fiabe sono patrimonio comune, tutti le conoscono, rendiamole cool, infiliamoci una manciata di effetti speciali o un cast da urlo, trasformiamo gli eroi popolari in supereroi, rendiamo i cattivi simpatici o stravaganti. A un certo punto però arriva il momento di fermarsi, ma quel momento pare non essere ancora giunto. E allora, dai, andiamo tutti al cinema a vedere Maleficent, scopriamo la “vera” storia della strega cattiva della Bella addormentata nel bosco. Lo scetticismo di chi ha assistito al fenomeno rendiamo-ogni-fiaba-cool-i-libri-non-bastano con occhio sempre più disilluso entra con me in sala, Malefica è una delle cattive Disney più storiche, chi non ricorda le sue corna, la sua fisionomia o le sue pittoresche esclamazioni? (Cretini e imbecilli sono state le prime parolacce di molti bambini, maledetto Walt Disney!) Una malvagia di classe, perfida per orgoglio, che si trasforma in un drago: perché non lasciarla così nei ricordi del pubblico? Mi appresto con questo spirito, purtroppo prevenuto, a vedere il nuovo film Disney, interpretato dalla perfetta Angelina Jolie, creato evidentemente per spettatori grandi e piccini e un po’ mi ricredo, lo ammetto. Belle le atmosfere magiche che ti fanno ricordare il tempo in cui credevi nelle fate (perché parlare al passato? C’è chi ci crede anche da grande), brava la Malefica rivisitata, carina la trama che ripercorre l’intera vicenda con tanto di prequel. Certo, capisci che il lungometraggio è per bambini quando assisti a combattimenti brevi e non troppo esagerati in quanto ad effetti speciali, ma che male c’è? È pur sempre una fiaba. Fin qui nulla da dire, la visione è piacevole, non annoia e non è tirata per le lunghe. Ma poi ti chiedi perché qualcuno abbia voluto creare un film che ribaltasse la malvagità di una nemica per eccellenza. Riconosco che Malefica fosse davvero una fata, nulla da obiettare, ma com’è possibile che sia una fata buona? Parte la narrazione con le straordinarie avventure della gentil fatina della brughiera, dall’animo nobile e delicato, con ali potenti, amica della natura che di nome fa… MALEFICA! Ma come può un personaggio che di cattivo ha proprio il nome diventare buono? La trama sarà anche convincente, ma non c’erano proprio i presupposti per attuarla. Ebbene, il regista e il cast ci sono riusciti, esci dalla sala deliziata da cotanta fantasia, ma il tarlo rimarrà sempre lì. Verdetto? Bello, ma purché sia l’ultima fiaba trasposta su pellicola.

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