Real steel

Real-Steel

Prodotto da Steven Spielberg e Robert Zemeckis (inutile dire altro su di loro), diretto da Shawn Levy, regista anche di Una notte al museo e Notte folle a Manhattan, tratto da un racconto di Richard Matheson, autore di Duel, Real steel, appena uscito nelle sale, sembra avere tutti i presupposti per un grande successo. Ma, si sa, non sempre successo e nomi importanti sono sinonimo di eccellenza. Real steel è il classico film americano, la cui ricetta è sempre la stessa: azione, lotta, dei begli attori (nulla da togliere a Hugh Jackman, Evangline Lilly e Dakota Goyo), un po’ di sentimento anche solo abbozzato e il gioco è fatto. Ambientato negli anni 20 del 2000, il film racconta di una realtà futuristica in cui gli uomini si divertono a costruire e far combattere dei robot. Il protagonista, Charlie Kenton, un ex pugile con troppi rimpianti, si ritrova a dover badare al figlio undicenne e lo trascina con sé alla ricerca di successo. La trama è scontata, il padre, finto duro, si affeziona al figlio, addestra un vecchio robot a combattere e con questo iniziano a vincere una serie di incontri. Non manca la storia d’amore con l’amica d’infanzia, che ovviamente non aveva di meglio da fare che aggiustare i robot danneggiati da Charlie. Il film non ha nulla di eccezionale, è una visione piacevole, soprattutto per un pubblico giovane e non ancora adulto; offre delle belle scene di lotta tra creature colossali e di ilarità nei battibecchi tra padre e figlio. Forse un po’ lento in alcuni punti, ma nel complesso ben diretto, è la classica pellicola che esalta chi adora il genere e chi non cerca una storia impegnata. Né infamia né lode.

One thought on “Real steel

  1. Robot super grezzi che si tirano cazzotti! Non dovrebbe essere male! Il tutto condito da una bella (e brava!) ragazza come Kate…ehm Evangeline Lilly!! Concordo appieno con la tua chiusura della recensione!!

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