I guardiani della galassia – il regista come un Dungeon Master

I guardiani della galassia - Una poltrona per tre

Avviso ai lettori di questa recensione: la persona che sta scrivendo non ha mai letto un fumetto sui Guardiani della galassia, perciò si scusa in anticipo con i veri fan Marvel se scriverà castronerie o cazzabubbole; è però appassionata giocatrice di D&D, e la seguente recensione è frutto di una profonda ispirazione nata durante la visione del film diretto da James Gunn.

I guardiani della galassia sono il gruppo di guerrieri più divertente che si sia mai visto sul grande schermo. Niente supereroi nel vero senso del termine, ma esseri dotati di speciali capacità che, in un modo o nell’altro, hanno subito una serie di sfighe, l’ultima delle quali li ha portati a conoscersi. Ovviamente, essendo un film, non potevano mancare il fighetto e la bella guerriera, interpretati da Chris Pratt e Zoe Saldana (che stavolta è verde e non blu) nei panni di due dei protagonisti, Star-Lord e Gamora. I membri del fantastico gruppo interstellare che dovrà affrontare il malvagio Ronan per salvare le sorti dell’universo sono davvero fuori del comune. Ovvio, direte voi, sono creature potenti, proprio come gli Avengers. E qui vi sbagliate: gli Avengers sono fighi, ricchi, bellocci e piuttosto fortunati. I guardiani della galassia no: sono una donna verde, un orfano umano, un procione geneticamente modificato, un distruttore privato della propria famiglia e un Treant. Nessuno di questi personaggi è integrato nella società, sono tutti fuorilegge o mercenari, abituati a pensare solamente alla propria incolumità. Il bello è che, una volta ritrovatisi a dover gestire una situazione più grande di loro, riescono nell’intento, utilizzando mezzi fortuiti e le loro capacità. Il gruppo, apparentemente male assortito, si rivelerà invincibile ed estremamente spassoso agli occhi dello spettatore. E qui, proprio nel bel mezzo della vicenda, mi è partito il paragone: i guardiani della galassia sono un perfetto gruppo di D&D, con una missione e un Dungeon Master (il regista) alquanto fantasiosi. Ci sono i guerrieri (Star-Lord e Gamora), c’è il mezz’orco (Drax), c’è il druido (Groot), c’è l’assassino ladro (Rocket), c’è il bardo (Yondu), insomma il gruppo è fatto e finito. Il film è molto divertente, con una trama che tiene insieme tutti i pezzi e con rimandi ad altre vicende già viste. Il collezionista, ad esempio, con cui i nostri protagonisti si incontrano a metà film, era già comparso nel secondo Thor. Non vi sono tempi morti o assurde scene di dimostrazioni di forza da parte dei protagonisti o del regista, tutto fila veloce, tra intoppi e peripezie degni davvero di una missione di D&D, dove i protagonisti fanno i giusti 20 con il dado e vincono sui nemici. Consigliato a tutti gli amanti del genere o ai Dungeon Master in cerca di nuove idee.

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