Vittima degli eventi – Pregi e difetti di un tributo a Dylan Dog

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Vittima degli Eventi è un medio-metraggio dedicato a Dylan Dog e finanziato dai fan con un progetto no-profit, è stato pubblicato sul canale youtube dei The Jackal il 2 novembre (chissà come mai?!?). Diretto da Claudio Di Biagio il film dura una cinquantina di minuti e ha una fotografia fantastica e una scenografia, è proprio il caso di dirlo, da paura.

Partiamo quindi dai pregi di questo progetto nato da un idea di Luca Vecchi (che poi interpreta Groucho) per dare finalmente dignità cinematografica all’indagatore dell’incubo ideato da Tiziano Sclavi nel 1986. La fotografia, la qualità delle immagini e le inquadrature sono di ottima fattura, le voci fuori campo e alcune scene sapientemente dilatate restituiscono in maniera fedele le atmosfere del fumetto.

Davvero impressionante è la ricostruzione del corridoio della casa di Dylan e del bazar di Safarà, al posto di Londra c’è Roma, il Tevere sostituisce il Tamigi e non si vedono bus a due piani, ma non manca il maggiolino targato DYD666, così come ci sono anche galeone, pistola e clarinetto. I costumi, impeccabili, sono un altro punto forte, e l’attenzione ai dettagli supera la prova del nove quando vengono inquadrati i piedi dell’indagatore dell’incubo: scarpe Clarks, ma stringhe rigorosamente rosse, in tinta con la camicia. I pregi non finiscono qui, ma passiamo per un attimo ai punti deboli, alcuni, come vedremo, deboli fino ad un certo punto.

Il più grosso è sicuramente nella sceneggiatura, l’intreccio non è un granché e il ritmo, soprattutto all’inizio è un po’ scialbo. A voler essere puntigliosi una’altra pecca è la recitazione di Valerio di Benedetto, in alcuni punti di molto inferiore a quella degli altri attori. Infine c’è la scelta di deviare leggermente da quella che è la caratterizzazione sia di Dylan che di Groucho nel fumetto.  Dylan risulta un po’ troppo freddo e cinico, ma al tempo stesso romantico e profondo nelle sue convinzioni, quasi febbrile nella ricerca della verità (e questo è un pregio nel difetto).

Un discorso a parte merita Groucho: il repertorio di freddure e storielle da cui attingere era sterminato, 338 albi in cui il mitico assistente dell’indagatore non perde occasione per dirne una. Luca Vecchi, nella doppia veste di attore-autore ha scelto invece di puntare tutto sulle gag, alcune davvero riuscite come quella della finta segreteria telefonica. Di barzellette e battute quasi non c’è traccia e il ruolo di Groucho nella storia è più vicino a quello della mogliettina premurosa che però non risparmia frecciatine al suo capo-marito e, quando serve, gliene dice anche quattro. L’interpretazione però e davvero convincente e questo Groucho un po’ rompiscatole strappa comunque qualche sorriso qua e là.

Torniamo ai pregi: due personaggioni interpretati da due attori veri: Alessandro Haber nei panni dell’ispettore Bloch e Milena Vukotic in quelli di Madame Trelkovski. Entrambi, da attori consumati quali sono, con pochi tratti riescono a restituire sullo schermo un’immagine fedele dei personaggi a fumetti. È vero che il vecchio ispettore, qui anche barbuto, lo vediamo per poco e solo fuori servizio. Al tavolo di un bar, birra per lui e un tè per Dylan, Bloch come da copione aiuta Dylan a risolvere il caso tra un “Mpf” e un “Niente mi sorprende più dal ‘76” e non manca all’appello quando alla fine c’è da stringere le manette intorno ai polsi del colpevole. La Vukotic poi è davvero perfetta nel ruolo della vecchissima medium che in molte avventure del fumetto è fondamentale per la risoluzione dei casi.

Riassumo: se si trattasse di cinema vero e proprio, la trama di Vittima degli Eventi sarebbe inaccettabile, mancherebbero diversi tratti di alcuni personaggi e la voce di Dylan andrebbe doppiata. Ma qui siamo di fronte a qualcos’altro, su alcune cose possiamo anche sorvolare e apprezzare tutto quello che invece funziona, ma questo solo perché, in effetti, quello che funziona, funziona davvero, nonostante tutto nasca dall’idea di un non professionista e si basi sul finanziamento dei fan. La fotografia, le scene, i costumi, l’attenzione ai dettagli, i dialoghi, la fedeltà alle atmosfere e ai tempi del fumetto, fanno di questo medio-metraggio un esperimento riuscito.

E comunque non mancano germi di cinema vero, la scena del trip (da “erba del diavolo”) che conduce Dylan da Safarà, ma anche la sequenza finale al ristorante, per non parlare della meravigliosa scena di chiusura.

Quelli che di cinema si intendono per davvero, potranno trovare mille altri difetti, e probabilmente ci sono, ma la mia opinione è che Vittima degli Eventi sia un tributo, riuscitissimo, ad uno dei personaggi più amati della nostra “paraletteratura”. Magari non ti fa saltare dalla sedia ma di Dylan Dog in questo quasi-film c’è dentro TUTTO.

P.S.: potete vederlo qui.

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