To Rome with Love

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Se dopo Midnight in Paris Woody Allen sembrava aver ritrovato l’ispirazione giusta per proseguire la sua carriera di regista geniale, con To Rome with Love ha fatto ricredere un bel po’ di gente.

Anche se, come sempre, ha reso omaggio a Roma catturandone paesaggi e scorci spettacolari con un bellissimo uso della fotografia, il film nel complesso è un po’ troppo stereotipato sull’immagine della bella Italia, con tutti i suoi problemi e controsensi. La trama è composta da diverse piccole storie ambientate nella capitale con alcuni spunti interessanti e apprezzabili, come l’idea del cantante lirico sotto la doccia nel bel mezzo dell’opera, della celebrità inaspettata e inspiegabile di un cittadino qualunque o la storia di un personaggio che rivive la sua gioventù in forma di coscienza di sé stesso. Insomma, il tocco del maestro si nota indubbiamente, ma sembra che abbia provato a dar vita a una commedia travolgente e originale senza però sortire i risultati sperati. Se l’idea era quella di rendere Roma la patria del sogno realizzabile o la terra dove anche le cose più impensabili possono accadere, il film ha dimostrato che anche un regista fenomenale quando invecchia perde colpi. I dialoghi da nevrosi alla Woody Allen non mancano, ma una volta visti i suoi film migliori non risultano originali rispetto al solito. Il cast variegato, forse scelto un po’ a caso, non ha migliorato la situazione e ha reso il tutto un’accozzaglia (a volte, glielo concedo, divertente) di scene da macchietta in cui il messaggio di fondo si perde tra le battute. Se Benigni ha regalato momenti di ilarità al pubblico con la sua interpretazione dell’uomo qualunque, Penelope Cruz non ha avuto un ruolo diverso da quello di molte sedicenti attrici di film italiani di repertorio, che se non sono cinepanettoni poco ci manca. Per non parlare di Alessandra Mastronardi, che ha dato quel tocco in più di bassezza recitativa per rovinare la storia di cui è protagonista insieme ad Antonio Albanese e Alessandro Tiberi, con un contributo finale di Riccardo Scamarcio davvero insignificante (della serie chi più ne ha più ne metta).

Discutibile anche la storia del giovane studente di architettura innamorato dell’amica della fidanzata. Il concetto in sé poteva anche diventare interessante, ma il risultato è stato una serie di scene un po’ prive di verve e troppo piene di dialoghi irritanti.

Dopo la visione di questo film, che voleva essere surreale ma è risultato banale, meglio metter su un vecchio dvd della stagione d’oro di Woody Allen per ritrovare il vecchio spirito del regista.

One thought on “To Rome with Love

  1. Tra un po’ i film di Woody Allen usciranno come inserti settimanali!Da qualche anno non si possono vedere i suoi film; unica eccezione, forse, Midnight in Paris, ma per il resto sono ripetizioni brutte del suo stile. Tra l’altro, sta già girando qualcosa a New York, se non sbaglio. Non è possibile (né credibile) poter fare dei film decenti in così poco tempo, anche se ti chiami Allen.

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