Kobane Calling – Il reportage a fumetti di Zerocalcare dal confine turco-siriano

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C’è chi guarda il tg e c’è chi va a vedere con i suoi occhi cosa succede e poi ci fa un reportage a fumetti, non perdetevelo”. Così avevo annunciato su Facebook l’uscita del servizio a fumetti di Zerocalcare su Internazionale. Non che avessi chissà quali anticipazioni sul contenuto del reportage, magari! Ma avevo come la sensazione che valesse la pena darci un’occhiata.

Le aspettative non sono andate deluse: “Kobane Calling, facce, parole e scarabocchi da Rebibbia al confine turco-siriano” sintetizza in una quarantina di pagine la complessa situazione del Rojava, una regione al confine tra Siria e Turchia di cui dal 2011 il popolo Curdo ha dichiarato l’autonomia. Rojava è “retta da un confederatismo democratico regolato da un contratto sociale basato sulla convivenza etnica e religiosa, la partecipazione, l’emancipazione femminile, la redistribuzione delle ricchezze e l’ecologie”. Quasi fantapolitica.

In questa striscia di pace la situazione è precipitata dopo che è stata raggiunta dall’avanzata dell’Isis in Siria, da allora molti villaggi sono stati occupati e migliaia di persone si sono date alla fuga. Ma Kobane resiste e da mesi le due unità di protezione del popolo Curdo, una femminile e una maschile, tengono testa all’assedio dell’Isis nonostante la sproporzione di armi e mezzi.

Michele Rech, alias Zerocalcare, si è recato sul posto insieme ad un gruppo di attivisti romani (la staffetta romana per Kobane), ci è rimasto una settimana e al suo ritorno ha realizzato un reportage a fumetti, che spiega meglio di mille articoli di fondo come vanno le cose da quelle parti.

Il suo scopo è raccontare ciò che i telegiornali non dicono, farci vedere cosa succede a Kobane attraverso gli occhi di chi vede ogni notte il cielo illuminato dai razzi di Isis, Siria e Stati Uniti. Quello di Zerocalcare non è propriamente graphic-journalism, ma nemmeno il racconto di un turista, né tantomeno lo sproloquio di un radical-chic, è il racconto di un ragazzo di trent’anni, che si interroga sul mondo e fa le domande giuste alle persone giuste, senza vergognarsi della propria ignoranza e senza nascondere la propria sorpresa quando realizza quello che nessuno vorrebbe sapere.

Il grandissimo pregio di Zero è la sua capacità di sintesi, la si può apprezzare nel suo blog e nelle sue storie a fumetti, ancora di più qui: in un reportage da una zona di guerra in cui il fumettista di Rebibbia riesce a trasmettere anche con una sola frase in una sola vignetta anche i concetti più difficili, ma soprattutto lo spirito di chi lotta per la propria libertà e per quella dell’intera umanità.

Ed è in grado di farlo facendoti anche sorridere qua e là, alla sua maniera, ma quando arrivi alla fine, capisci il senso del titolo che Internazionale ha scelto di dare al servizio, Michele è andato a Kobane, e ci è andato con il cuore.

ILLUMINANTE.

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