L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello

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Spesso un libro viene scelto in base al titolo o alla copertina. A volte rimaniamo delusi a volte deliziati e, molto spesso, il titolo non ci rivela granché dell’opera.

Il saggio di Oliver Sacks, edito in Usa negli anni Ottanta ha un titolo decisamente particolare.

L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello rivela tutto e niente. Infatti, una volta scoperto il libro, capiamo che questa frase non è un simpatico stratagemma per trasmettere comicità al lettore; al contrario, si tratta di un avvenimento reale, precisamente di un caso clinico trattato dal neurologo durante le proprie ricerche.

Il saggio è una raccolta di esempi di malattie neurologiche particolarmente interessanti che svelano le varietà infinite di tipi umani esistenti e il potere che il nostro cervello detiene sul nostro organismo e sulla nostra percezione. L’uomo che scambiò la moglie per un cappello è solo uno dei casi citati e forse nemmeno il più particolare. Forse il titolo è davvero stato scelto per divertire il pubblico ed attirarlo verso lo scaffale della libreria. Sacks stesso affronta i problemi dei pazienti con un atteggiamento abbastanza ironico, laddove il caso lo permette, riuscendo ad affascinare il lettore e a sdrammatizzare quelle righe che narrano comportamenti al di la del normale, che potrebbero turbare il pubblico. Tutta l’opera è impostata in maniera schematica, suddivisa in capitoli, raggruppati in base al tipo di patologia.  Ciò semplifica la comprensione anche ai profani. Un saggio ben scritto e piacevole, nonostante l’argomento delicato di cui tratta. A volte è utile interessarsi di discipline che esulino dal nostro apprendimento ed è stimolante uscire dal mondo della letteratura di intrattenimento per scoprire nuovi argomenti su cui riflettere.

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