Cattive Ragazze. 15 storie di donne audaci e creative

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Essere donne oggi a molte sembra ancora difficile, troppo: diventare mamma e continuare ad essere lavoratrice, dimostrare la propria bravura a prescindere dal proprio genere, avere uno stipendio pari a quello del proprio compagno…. Questo in un paese evoluto come l’Italia, senza spingersi a pensare ad altre parti del mondo di gran lunga meno fortunate… ma prima?!

Assia Petricelli e Sergio Riccardi hanno scritto e disegnato “Cattive Ragazze” per raccontare ai più giovani 15 storie di donne audaci e creative: alcune di queste storie sono note, come quella sulla figura esemplare del primo premio Nobel tinto di rosa dato Madame Curie, altre sono tutte da scoprire, da conoscere e poi approfondire una volta terminata la veloce lettura.

Lo sapevate che la colonna sonora della pubblicità del Maxibon, Pata Pata, è una canzone di Mamma Africa, un inno della lotta contro l’apartheid? Che una donna ha partecipato al Giro d’Italia e che un’altra, sotto mentite spoglie, ha combattuto al fianco degli altri 999 garibaldini con la camicia rossa per unire l’Italia? Lo potevate immaginare che il giornalismo di inchiesta sotto copertura fu inventato da Nellie Bly, vero nome Elizabeth Cochran, che non esitò a fingersi pazza ed essere internata al manicomio di Blackwell Island per poterlo raccontare?

Non sono solo le donne ad essere straordinarie, nella loro ordinarietà, guidata da nient’altro che dalla passione e dall’istinto e non dalla voglia di volersi mettere in mostra, lo sono anche gli uomini, che incuranti dei giudizi della società, sono disposti a star accanto a loro, a sostenerle e ad amarle proprio per il loro essere diverse. Proprio come dice Cecilia D’Elia nell’introduzione: “Inventrici di sé stesse, rivoluzionarie, inviate speciali, scienziate, cicliste, registe … E ci sono stati uomini che non hanno avuto timore di amarle, queste donne libere e per alcuni un po’ stravaganti. E probabilmente sono stati uomini felici, perché si sa, se non ne hai paura, la libertà è contagiosa”.

Le storie sviluppate velocemente, 5 pagine per ogni figura, sono accompagnate da immagini e baloon molto semplici, adatti al pubblico per il quale il libro è stato pensato, ma ben fatti, tanto che il libro si è aggiudicato, nel 2014, il Premio Andersen come miglior fumetto dell’anno; questo non disturba anche il pubblico adulto: la vera forza del libro è far pensare, far scoprire qualcosa di nuovo e ispirare a voler esser anche adesso, nel 2015, una “cattiva ragazza”.

Per tutto quello che ho detto fino a qui non posso che consigliarvi di comprarlo e, se siete un uomo speciale (come lo è stato il mio!), di regalarlo alla vostra donna audace e creativa e poi di leggerlo a vostra volta, perché da qualsiasi figura importante della storia, che sia donna o uomo, si può solo che imparare trarre forza per combinare qualcosa di speciale.

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