Spazio Profondo – La nuova vita di Dylan Dog

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Ai più affezionati non sarà di certo sfuggito, ma chi avesse smesso da un po’ di seguire Dylan Dog potrebbe essersi perso l’ultimo numero uscito in edicola: il numero 337.

Non è una cifra tonda ma sembra essere destinata a rimanere impressa nella storia delle avventure dell’indagatore dell’incubo. Si tratta di un vero e proprio giro di boa, una svolta, un passaggio di testimone dalle mani di Tiziano Sclavi, padre di Dylan Dog, a Roberto Recchioni che con la coordinazione di Franco Busatta prende le redini di un fumetto che dal 1986 ad oggi ha appassionato non solo gli adolescenti.

Proprio Sclavi dà la sua benedizione al progetto di rinnovamento definendolo “Un nuovo ciclo, una rinascita del personaggio che tanto ha dato al fumetto italiano e tanto darà, speriamo, in futuro”.

Spazio Profondo, questo il titolo del primo numero tutto a colori del nuovo Dylan Dog (testi di Recchioni, disegni di Mari, colore di De Felici), è un’avventura che vede Dylan alle prese con un astronave infestata dai fantasmi in uno spazio in bilico tra l’incubo e la realtà. A parte l’ambientazione, una trama classica, alla Dylan Dog, niente di nuovo, almeno in apparenza.

Mutuare atmosfere e storie dai capolavori del cinema è sempre stata un’abitudine degli autori di Dylan Dog e in questo numero si respira profumo di Alien, di Moon con un leggero tocco di 2001 Odissea nello spazio.

Ma le continuità col passato si fermano qui, non c’è Londra, mancano galeone e clarinetto, non c’è Groucho, nè il buon ispettore Bloch. Torneranno, ne siamo sicuri, nei numeri che verranno e che sembrano promettere grandi novità e una veste tutta nuova per il bell’indagatore dell’incubo. Quello che già sappiamo è che nel prossimo numero assisteremo alla tanta agognata pensione del mitico ispettore, che nonostante questo sarà più che mai presente nella nuova serie.

La Sergio Bonelli Editore è impegnata in questo periodo in una fase di rinnovamento e di rinascita e quella su Dylan Dog è una bella scommessa, aprire un nuovo ciclo narrativo in un fumetto che sta per compiere trent’anni non è cosa da poco e tenere vivo il fumetto italiano nel mondo dei nuovi media non sembra un’ impresa facile. Vedremo. Intanto Dylan fa parlare ancora di sé, e speriamo davvero che questo nuovo ciclo non deluda gli appassionati, riconquisti quelli che se ne sono allontanati e, soprattutto, ne conquisti di nuovi.

In bocca al lupo, Old Boy.

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