Uomini che odiano le donne

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Uomini che odiano le donne è un best seller. Sta riscontrando un enorme successo in tutto il mondo, sono stati realizzati addirittura due film. La domanda che un lettore medio si potrebbe porre è: ma come è possibile che un romanzo così cruento, che tratta argomenti delicati come la violenza sulle donne, l’omicidio e l’aggressività patologica possano attirare una così ampia fascia di pubblico? Perché dovrei leggerlo? La risposta al secondo quesito svelerà il dilemma. Uomini che odiano le donne è appassionante e misterioso, a partire dallo stesso autore. Stieg Larsson, giornalista svedese ex collaboratore di Scotland Yard, ha fatto appena in tempo a completare la trilogia, intitolata Millenium Trilogy, per poi morire vittima di un infarto nel 2004, prima di godersi il meritato successo. Oltre alle singolari vicende del suo creatore, Uomini che odiano le donne e i due romanzi che seguono (La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta) sono thriller ben costruiti, ricchi di personaggi interessanti e unici nel loro genere (nonostante la difficoltà iniziale causata dalla lettura di nomi propri svedesi impronunciabili e apparentemente tutti uguali). Mentre il primo volume della trilogia costituisce una storia a sé, gli ultimi due sono legati da una trama indissolubile che non permette pause tra la lettura del secondo e del terzo. In Uomini che odiano le donne vengono delineati quelli che sono i nuclei principali delle vicende successive, i rapporti tra i protagonisti, spesso complicati e ambigui anche dal punto di vista sentimentale (abbiamo un divertente triangolo tra il protagonista Mikael Blomkvist, l’amica Erika e il marito della suddetta) e le dinamiche che permeano l’intera storia di Lisbeth Salander, affascinante protagonista femminile dal passato controverso (passato che sarà svelato ai lettori pazienti e ansiosi di arrivare all’ultimo capitolo). I tre romanzi, pieni di misteri da svelare, di colpi di scena a volte poco piacevoli (l’autore non ci risparmia episodi di stupro e uccisione) e contraddistinti da un ritmo incalzante, potrebbero causare insonnia nei più curiosi, avidi di scoprire la verità nascosta nella trama. Il linguaggio, fatto di scambi dialogici immediati e di descrizioni quasi affrettate, è alla portata di tutti e non lascia il tempo al lettore di rilassare la mente ma cattura l’attenzione in un vortice che si conclude solo a pagina 857 dell’ultimo romanzo, momento in cui dovrete salutare a malincuore Lisbeth Salander.

One thought on “Uomini che odiano le donne

  1. Una lettura che cattura. Nonostante la mole del libro (non eccessiva, ma cmq poco pratica da portare in giro) si legge in pochissimo tempo. Io personalmente l’ho divorato e non vedo l’ora di leggere i restanti due volumi!

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