Masterchef: un fenomeno di programma

Masterchef - Una poltrona per tre

Quel programma semi-sconosciuto in Italia che tre anni fa approdava sugli schermi come format di successo internazionale, il fenomeno che sembrava aver davvero incantato le masse tenendo intere famiglie incollate alla tv nei paesi anglosassoni, oggi è divenuto una delle trasmissioni televisive più seguite e apprezzate da pubblico e critica. Si tratta del talent culinario ormai passato sui canali di Sky, Masterchef, giunto proprio di recente alla sua terza edizione. Difficile non averne mai sentito parlare, di questi tempi, soprattutto dopo le divertenti imitazioni di Crozza e in seguito alla presenza dei tre giudici in talk show, spot e trasmissioni di vario genere. A Masterchef non si scherza, ci sono personalità di un certo calibro nel mondo dell’alta ristorazione: Carlo Cracco, Bruno Barbieri e Joe Bastianich sanno il fatto loro e lo insegnano con modi a volte un po’ rudi ai concorrenti. Cosa ha reso un ennesimo programma sulla cucina un vero fenomeno di successo clamoroso? Davvero basta sfruttare la moda del momento, l’ondata di entusiasmo del pubblico televisivo per un argomento come i fornelli? Se per realizzare un piatto vincitore servono determinate caratteristiche, nonché un sapiente utilizzo degli ingredienti giusti, lo stesso vale per Masterchef.

Ecco la ricetta del successo di Masterchef: prendi un reality, con tanto di concorrenti, amalgama il tutto con un talent show, con tanto di giuria qualificata; scegli bene i tempi, abbandona la diretta nuda e cruda e cuoci la curiosità del pubblico a fuoco lento, costruendo una narrazione efficace; shakera per bene i protagonisti, aggiungendo qualche caso umano, un paio di bellezze rare, qualche simpaticone, ma assicurati che sappiano davvero cucinare. Preparati a sfornare il capolavoro e mandalo in onda preferibilmente nei periodi natalizi. Il fenomeno mediatico è servito.

La caratteristica che rende Masterchef un programma ben costruito è proprio la scelta di registrare gli episodi e di montarli successivamente con una post-produzione coi fiocchi. Ciò rende possibile selezionare le scene migliori e creare così una narrazione ricca di pathos, con maggiore suspence, con tempi e ritmi studiati. Attenzione, a Masterchef non c’è finzione, ma solo montaggi strategici, che trasformano l’intero programma in una storia ricca e interessante, con tanto di antagonisti (i concorrenti per cui non si tiene) e protagonisti (i favoriti dei giudici o del pubblico). Un altro elemento fondamentale è la costruzione dei personaggi fissi, i tre mitici giudici che ormai possiamo definire star affermate. Se nella prima edizione avevano poca confidenza con le telecamere, con il procedere del programma hanno saputo trovare il proprio spazio, mostrare i lati del carattere più pittoreschi, sviluppare addirittura un look tipico. Il tutto fa sempre parte del gioco, c’è chi crede al lato sexy di Cracco e chi invece pensa che sia tutta una finzione, c’è chi odia Joe Bastianich per le sue piazzate e chi è sicuro che in fondo sia un tenerone. Barbieri no, lui è così, con le sue polpette e la sua genuinità risulta il meno costruito di tutti (ma sarà poi vero?). Di sicuro il gioco è riuscito bene, i tre personaggi hanno fatto uno scalpore a tratti imbarazzante: Cracco che per fare il figo usa lo scalogno e le concorrenti donne che si candidano al casting solo per vedere i giudici da vicino e far loro qualche avance ne sono la dimostrazione.

Anche l’estetica, infine, vuole la sua parte: studi televisivi moderni, una dispensa da sogno per chiunque ami il buon cibo, fornelli di design, la scenografia non si fa mancare davvero niente e ad arredare lo studio con la loro presenza, ecco che arrivano i concorrenti, una ventina di personaggi italiani provenienti da ogni zona della penisola pronti a dimostrare la loro abilità con pentole e fornelli. Come non ricordare il primo masterchef italiano, il simpatico e insicuro Spyros, o l’avvocata vincitrice della seconda edizione, l’esuberante Tiziana? Non resta che seguire i nuovi episodi per scoprire chi sarà il terzo genio culinario… un consiglio finale: preparatevi uno spuntino per soddisfare l’acquolina che vi verrà durante la visione.

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