Persons unknown

Persons-Unknown

In una giornata comune, sette persone vengono rapite da “uomini vestiti con delle tute blu”. Al loro risveglio, senza ancora essere a conoscenza gli uni degli altri, ciascuno di loro si sveglierà in una stanza d’albergo in una cittadina non segnalata sulle mappe. La piccola città è completamente deserta, ad eccezione di alcune figure misteriose come il portiere notturno e i cuochi del ristorante cinese. Dopo i primi momenti spesi tra le paure di trovarsi in un luogo sconosciuto e la reciproca conoscenza, i sette protagonisti tentano in tutti i modi di capire dove siano e soprattutto chi li abbia rapiti. I primi tentativi di fuga si trasformeranno in fallimenti, anche perché la cittadina è circondata da una barriera protettiva creata da speciali cannoni tecnologici. Ogni singolo angolo della città è inoltre monitorato da telecamere, che riprendono le varie situazioni e gli atteggiamenti dei sette, facendo pensare ad un reality show; in realtà, andando avanti con la serie (in onda negli Usa in questo periodo sulla Nbc) si scopre pian piano che sotto c’è qualcosa che va ben oltre il reality show e che non è possibile fidarsi troppo degli altri. Ciascuno dei sette personaggi ha la propria storia da raccontare, il proprio passato da affrontare: perché ciascuno di loro è particolare, ha le sue caratteristiche, le sue paure e le sue abilità. Ma nessuno riesce a comprendere il vero motivo del rapimento, e l’unica ipotesi che si riesce a fare riguarda qualche fatto del proprio passato. Chi si nasconde dietro le telecamere? Chi ha organizzato e realizzato questa drammatica cittadina per rinchiudervi normali persone? La terribile verità viene a galla dopo alcune puntate, costringendo i protagonisti ad una lotta per cercare a tutti i costi la libertà, non sapendo che intanto nel mondo reale un giornalista porta avanti delle indagini sui casi di scomparsa.

Come storia base non siamo di fronte ad una novità. Il tema del Grande Fratello che ci osserva l’aveva già preannunciato Orwell tempo fa, e da lui sono derivate una lunga serie di teorie, libri e trasmissioni. Persons unknown non lascerà certo un segno indelebile, ma se l’inizio sembra una minestra riscaldata di temi visti e rivisti, col passare delle puntate e mirabolanti colpi di scena, la serie riesce a catturare l’attenzione e destare l’interesse. L’utilizzo del passato dei personaggi come chiave di lettura è ormai un clichè, su cui Lost ha dettato legge una volta per tutti, ma, pur non arrivando ad amare i personaggi allo stesso modo, grazie alla diversità di essi, ci si può invece affezionare a loro e sperare nella loro libertà, sapendo che sarà solo un “flirt” estivo aspettando la ripresa delle maggiori serie tv a settembre.

2 thoughts on “Persons unknown

  1. Pretesto narrativo già visto, trama centrale lenta, trama secondaria così così, i personaggi già di partenza un po’ insipidi potevano essere approfonditi di più. Dopo 7 puntate mi sono arreso 🙁

  2. Il finale di stagione è un misto tra voler stupire a tutti i costi e una idiozia totale. Vince più la seconda.

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