Sanremo 2015 – Un Festival di Serie B

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Il festival di Sanremo è giunto alla sua sessantacinquesima edizione e dimostra tutti i suoi anni. Dopo l’iniezione di freschezza degli ultimi due anni, il festival della canzone italiana torna ad essere quello che è sempre stato: uno spettacolo televisivo che fatica a stare al passo coi tempi e offre un’immagine davvero parziale della musica italiana.

L’immagine di un festival che rimane ancorato al passato è tutta nella coppia Al Bano-Romina che torna insieme sul palco di Sanremo dopo ventiquattro anni, ad essere sinceri non se ne sentiva davvero il bisogno.

Carlo Conti tiene il palco da vecchio lupo di Rai, ma se Arisa è almeno all’inizio sciolta e spontanea, Emma Marrone si rivela fin da subito goffa e fuori posto, gli stessi dialoghi tra le due e il conduttore sono al limite della banalità e Emma non fa nulla per mascherare l’aiuto del gobbo.

È vero, forse l’emozione della prima serata ha inciso sulla performance delle co-conduttrici, sembra un paradosso, ma quella che sembra maggiormente a suo agio è la bella Rocio Munoz Morales, sicura, elegante e divertente, ma anche qui si sente che gi autori non hanno svolto appieno il proprio lavoro.

Tra gli ospiti della serata: Tiziano Ferro, che fa il suo compitino alla grande come sempre, e Alessandro Siani che ancora prima di salire sul palco prende in giro un ragazzino sovrappeso seduto in prima fila, il resto della sua esibizione non è niente di che.

Sulle canzoni non mi esprimo: tra i primi dieci big in gara ascoltati questa sera non si è sentita nemmeno la classica bella canzone Sanremese, anzi.

Il sessantacinquesimo, si vede fin da subito, è un festival di Serie B.

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