The killing

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“Who killed Rosie Larsen?”. Una domanda che riporta subito alla mente la serie tv storica di David Lynch, Twin Peaks. Il canale televisivo AMC ha giocato molto su questo aspetto, presentando locandine con il volto di Rosie Larsen e la fatidica domanda scritta con il sangue. The killing, in realtà, è un remake di una serie televisiva danese, Forbrydelsen (il titolo originale significa letteralmente ‘Il crimine’), arrivata alla seconda stagione.

A Seattle una giovane ragazza, Rosie Larsen, viene uccisa. La trama della serie tv si dipana in tre aspetti connessi tra loro: le indagini della detective Sarah Linden (Mireille Enos) e del collega Stephen Holder (Joel Kinnaman); il dolore della famiglia Larsen che cerca di andare avanti e, soprattutto, di capire; la lotta politica tra i due candidati sindaco, tra intrighi e una battaglia mediatica per la campagna elettorale.

Se da una parte The killing si discosta da Twin Peaks (anche se persistono accenni e citazioni alla serie culto) per la mancanza di un aspetto visionario, onirico, folle, dall’altra non assume quello stile poliziesco americano tipico delle serie tv come CSI. L’ambientazione danese è trasportata in una fredda e cupa Seattle, dove la pioggia sembra essere una costante. Il ritmo delle indagini e dell’azione è molto rallentato, complice anche la recitazione dei protagonisti; si scoprono indizi molto lentamente per arrivare anche a punti fermi, a vicoli ciechi. Il dolore della famiglia viene attraversato da parte a parte, così come il tentativo di reagire, di andare avanti; quando si ha la certezza che Rosie è morta, il dolore familiare viene messo in primo piano, viene mostrata l’angoscia, quasi la debolezza umana di fronte al male. Elementi che mancano in quasi tutti i serial polizieschi, dove, trovata la vittima, si passa immediatamente all’analisi di indizi, senza preoccuparsi dell’aspetto emotivo e psicologico.

Non ci sono, insomma, inseguimenti, sparatorie, corse per la città; il ritmo rallentato potrebbe essere un motivo di noia, potrebbe far pensare che, in realtà, non succeda nulla.  The killing è, invece, un’ottima serie tv, proprio per questa sua diversità, questo suo stile pacato, freddo, cupo. Riesce a portarti dentro le indagini un passo alla volta, dentro il dolore familiare; l’unico filo conduttore ancora sconnesso è quello politico, ma essendo agli inizi di stagione, è probabile che ci saranno risvolti interessanti.

In Italia la serie è ancora inedita; il canale AMC ha trasmesso il pilot il 3 aprile scorso.

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